L’Unica Tua Soluzione al Problema della Pensione
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L’Unica Tua Soluzione al Problema della Pensione

Quello che devi assolutamente sapere sull’INPS e come correre ai ripari

 

PREMESSA

Ogni persona un minimo informata sa che l’INPS ha (più di) un problema.

Specialmente quando parlo con gli imprenditori, noto una grande consapevolezza del problema pensionistico in Italia, di sicuro superiore alla media.

D’altronde ti basta aprire un giornale per leggere per l’ennesima volta titoli allarmanti, tipo:

 

“Busta arancione: Quello che l’Inps tace”,
“Il futuro da fame dei giovani italiani”
“PENSIONI 2016, I NUOVI MINIMI SARANNO SOTTO I 500 EURO, È ALLARME”.

 

Quindi è normale che ti non fai un’idea buona del sistema pubblico italiano.

E hai ragione… Lo stato non è più in grado di tutelare il nostro futuro, questo è palese.

 

Il messaggio che ci passa è:

Se vuoi mettere al sicuro il tuo reddito e il tuo patrimonio, devi provvedere da te.

 

Sì, ma come?

Fin dal lontano 2000, tutti gli imprenditori e i professionisti che ho assistito mi hanno sempre ringraziato per averli aiutati ad aprire gli occhi sulla triste realtà della previdenza pubblica, ben in anticipo sui tempi.

 

Infatti, dopo aver messo al sicuro l’azienda (macchinari, parco veicolare, rc, dipendenti), sorgono sempre dei dubbi sui rischi che corrono la persona e la sua famiglia.

 

Il paradosso italiano è che in questo paese come datore di lavoro sei molto meno protetto dei tuoi dipendenti.

 

L’assicurazione obbligatoria, INAIL, tutela più del doppio i lavoratori, mentre chi è in proprio deve pensarci da sé.

 

E quindi il mio compito è sempre stato quello di dare le coperture adeguate a chi come te deve tutelare la propria persona da infortuni e malattie, perché se si ammala lo Stato semplicemente lo abbandona a se stesso.

 

Perciò l’obiettivo di ogni mia consulenza è garantirti che, qualunque cosa succeda, tu possa avere un reddito stabile, e anzi ottenere anche un risarcimento sostanzioso.

 

Il rischio-pensione

Quello che resta fuori è il rischio del futuro. La confessione di questo mio cliente, consulente aziendale a partita iva di Salerno, può darti un’idea:

 

“E’ allucinante. Sono un lavoratore autonomo non iscritto ad albi (come quelli di avvocati, medici, notai o commercialisti) e in quanto tale, di me non si occupa nessuno. Forse perché non ho un peso politico ed elettorale consistente. Eppure come me ce ne sono tanti.

 

Non abbiamo organizzazioni sindacali o associazioni di categoria che difendono i nostri interessi nel mondo politico. Se uno come me si ammala, invece, si trova abbandonato a se stesso.

 

E intanto sopporto il peso tremendo delle tasse e dei contributi. E sai qual è la cosa che mi dà più fastidio? Ogni anno pago un mucchio di soldi per crearmi una pensione che sarà di sicuro molto bassa.”

Antonio L., Consulente Aziendale, libero professionista

 

E questa realtà è confermata anche dai dati ufficiali:

I cinquantenni autonomi che oggi percepiscono mille euro, nel caso in cui la loro retribuzione si mantenga costante, avranno una pensione pari a 502 euro, ovvero tra 20, 25 o 30 anni otterranno il minimo percepito oggi dai pensionati che, ovviamente, non basta a vivere

Fonte: Progetica, Corriere della Sera

 

Ma non ti voglio ammorbare spiegandoti per filo e per segno tutte le ragioni storiche e demografiche che hanno portato allo sfacelo attuale. Piuttosto, ti dirò le cose che nessuno, né i media né i politici, ti dicono mai in maniera chiara.

 

Quello che devi assolutamente sapere sull’INPS

Sai bene che i contributi alla previdenza pubblica sono obbligatori. Ma chiariamo una volta per tutte il meccanismo che c’è alla base:

 

L’INPS è come un vaso che da una parte viene alimentato dai tuoi i contributi previdenziali, e dall’altra invece paga tutte le pensioni e le prestazioni di sostegno.

 

Comprese le pensioni d’oro, i vitalizi, i falsi invalidi ecc.

 

In pratica l’INPS è un ente senza una cassa propria e si basa sull’equilibrio finanziario dei contributi che incassa e delle pensioni che paga. Ma noi siamo il secondo paese al mondo per longevità (dopo il Giappone) e uno di quelli che fa meno figli.

 

In pratica, abbiamo:

  • Sempre più pensioni da erogare
  • Sempre meno lavoratori a finanziarle

 

E per di più, la rivalutazione dei contributi che versiamo è legata all’andamento del PIL…

 

Cioè, quello che diamo allo Stato non solo non è al sicuro, ma è anche destinato a stagnare o svalutarsi, perché va di pari passo con l’incertezza dell’economia nazionale.

 

Quindi qual è in sostanza la situazione oggi?

Come forse ricorderai, ci sono state diverse riforme, fin dagli anni 90, che hanno provato ad aggiustare i conti, creando problemi come quello degli esodati, e andando a colpire soprattutto le generazioni future.

 

Ti risparmio la cronologia e tutte le leggi. Ecco in sintesi la prospettiva che riguarda te direttamente:

 

– Andrai in pensione a 66-67-68-69 anni

– Lavorerai 42-43-44 anni

– Prenderai una pensione bassissima

– Tutto questo a patto che il PIL regga per i prossimi 30 anni

 

Assurdo, no?

 

Paghi una caterva di contributi e nessuno si degna di dirti dove vanno a finire di preciso.

 

Perciò voglio mostrarti una tabella che ti dà un’idea ancora più precisa su quello che ti aspetta (anche nel caso ultra ottimista che tu vada in pensione a 65 anni):

 

  1. Lavoratore 36enne con 10 anni di contributi alle spalle, che oggi ha un reddito netto di 24.000 euro all’anno (2.000 euro al mese). Età di congedo dal lavoro: 65 anni

 

Categoria lavoratore Cosa aspettarti dalle pensioni pubbliche
Lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, rappresentante di commercio, promotore finanziario, agente di assicurazione) Ultimo reddito da lavoro nel 2040:

70.728 euro
Pensione netta maturata: 36.808 euro
Differenza: 33.920 euro
Perdita del tenore di vita: -48%

Professionista (biologo, chimico, infermiere, psicologo, geologo, perito agrario o industriale) Ultimo reddito da lavoro nel 2040: 70.168 euro
Pensione netta maturata: 21.176 euro
Differenza: 48.992 euro
Perdita del tenore di vita: -69,8%

 

  1. Lavoratore 46enne con 20 anni di contributi alle spalle, che oggi ha un redutti netto di 30.000 euro all’anno (3.000 euro al mese). Età di congedo dal lavoro: 65 anni

 

Categoria lavoratore Cosa aspettarti dalle pensioni pubbliche
Lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, rappresentante di commercio, promotore finanziario, agente di assicurazione) Ultimo reddito da lavoro nel 2040: 63.083 euro
Pensione netta maturata: 35.610 euro
Differenza: 27.473 euro
Perdita del tenore di vita: -43,6%
Professionista (biologo, chimico, infermiere, psicologo, geologo, perito agrario o industriale) Ultimo reddito da lavoro nel 2040: 61.444 euro
Pensione netta maturata: 16.670 euro
Differenza: 44.774 euro
Perdita del tenore di vita: -72,9%

 

  1. Lavoratore 56enne con 30 anni di contributi alle spalle, che oggi ha un redutti netto di 30.000 euro all’anno (3.000 euro al mese). Età di congedo dal lavoro: tra 65 e 70 anni con 40 anni di contributi

 

Categoria lavoratore Cosa aspettarti dalle pensioni pubbliche
Lavoratore autonomo (artigiano, commerciante, rappresentante di commercio, promotore finanziario, agente di assicurazione) Ultimo reddito da lavoro nel 2040: 52.281 euro
Pensione netta maturata: 33.251 euro
Differenza: 19.030 euro
Perdita del tenore di vita: -36,4%
Professionista (biologo, chimico, infermiere, psicologo, geologo, perito agrario o industriale) Ultimo reddito da lavoro nel 2040: 51.000 euro
Pensione netta maturata: 20.000 euro
Differenza: 29.000 euro
Perdita del tenore di vita: -65,0%

Fonte: Progetica, Corriere della Sera

 

Comprendi bene cosa significano questi numeri…

 

C’è il vuoto totale che ti aspetta dietro l’angolo per farti precipitare.

 

Nel momento in cui smetterai di lavorare, quello che ti verrà ridato dall’INPS (o dalla tua cassa professionale, che funziona allo stesso modo) basterà appena a coprire l’affitto o il mutuo, le bollette e le altre spese di casa.

 

Prova a immaginare…

 

Come ti vedi a 66/67 anni a vivere con un terzo di quello che prendi adesso? Il momento tanto atteso della pensione potrebbe rivelarsi l’inizio di un calvario vero e proprio. Di fatto, per poterti godere la vecchiaia avrai bisogno di altri fondi e altre entrate. Per poter vivere il tempo della pensione in maniera più serena devi colmare quel vuoto.

 

Perciò se oggi hai tra i 35 e i 55 anni ti conviene avviare fin da subito un piano per integrare l’assegno pubblico, che non basterà a mantenere il tuo tenore di vita.

 

Ma qual è la soluzione migliore?

La verità è che hai solo due alternative:

 

  1. Non fare nulla
  2. Crearti una rendita privata garantita

 

Dimmi se sbaglio:

 

Da imprenditore non metteresti la tua vita in mano a qualcun altro, vero?

 

Non sei uno dei tanti che si illude che, quando sarà vecchio, lo Stato o qualcun altro si prenderà cura di lui e della sua famiglia.

 

Ma se anche così fosse, ti invito a leggere ancora, perché ti voglio svelare qual è la soluzione più comoda e conveniente per garantirti la sicurezza finanziaria a vita.

 

Prima però lascia che sveli qual è l’errore che compiono tanti tuoi colleghi. Molti italiani (non solo gli imprenditori), pensano:

 

“Ma tanto compro un’altra casa”

Peccato che il “MATTONE” non è affatto una sicurezza.

 

Capiamoci:

 

l’investimento immobiliare può esserti utile. Se hai una strategia di investimento, può essere UN modo per differenziare il tuo portafoglio. Ma purtroppo, di per sé, non metterà al riparo la tua ricchezza. Anzi.

 

Affidare TUTTI i tuoi risparmi (e, qualche volta, sacrificare tutta la tua capacità di indebitamento) nell’investimento immobiliare è un errore. Perché?

 

Ci sono varie motivazioni:


1.INVESTIMENTO INIZIALE ALTO. Negli anni 70, per acquistare una casa, era sufficiente destinare circa 7 anni di stipendio al sogno di acquistare casa.

 

Oggi, gli anni di stipendio da sacrificare sono diventati addirittura 18. la cifra che utilizzerai per acquistare l’immobile non vada a prosciugare tutti i tuoi risparmi e ad impegnare la maggior parte dei tuoi redditi futuri, oltre ogni logica?)


2. I PREZZI DELLE CASE CONTINUANO A SCENDERE. Dal 2007 c’è stato un calo medio del 20% nei prezzi degli immobili, che continuano a scendere inesorabilmente (Vedi la ricerca indipendente Mercato residenziale italiano dal 1980 a fine 2011).


3. NON VENDI QUANDO VUOI. E’ sempre di più un incubo. A fine 2008 erano necessari 6,7 mesi per vendere casa (vedi l’inchiesta della Banca d’Italia). Nel 2015 occorre quasi il 50% del tempo in più.


4. TASSE. Dal 2011 al 2014 le imposte locali sugli immobili (ICI, poi IMU e TASI) sono quasi triplicate, passando da 9 miliardi a 25 miliardi di euro.

 

E la cosa peggiore che queste tasse sono di natura patrimoniale, cioè le devi pagare anche se l’immobile non ti dà alcun reddito!!


5. RISCHIO CONTENZIOSO CON GLI AFFITTUARI. Se decidi di affittare, sei sempre sotto la minaccia che gli inquilini non paghino. Questo a causa anche della crisi economica, e specialmente nei centri urbani dove potresti chiedere prezzi più alti.

 

Il risultato? Noie infinite e migliaia di euro buttati in avvocati.


6. COSTI DI MANUTENZIONE. Ogni volta che c’è un problema, devi mettere in conto il costo economico della sostituzione/riparazione/intervento.

 

Ma anche il costo implicito del tuo tempo che hai dovuto dedicare a chiamare l’idraulico o ad acquistare l’elettrodomestico oppure a intervenire personalmente.


7. MITO TUTTO ITALIANO. Investire tutto il proprio patrimonio nell’immobiliare è un suggerimento che viene ripetuto da generazioni, ma quest’abitudine non è presente in nessun paese paragonabile all’Italia (ma solo nei paesi ex-sovietici).


8. DIVERSIFICAZIONE.  Come ti dicevo prima, mettere tutte le uova in un paniere NON E’ MAI una buona strategia di investimento, né di risparmio. Se vuoi approfondire questo discorso, ti consiglio di leggere quest’articolo.


 

Intanto, immagina che se anche riesci ad affittare, la rendita che potrai ricavarne viene mangiata via da tutti questi fattori.

 

E allora?

 

Devi crearti la tua rendita privata garantita.

 

Per riprendere in mano il controllo sulle tue finanze e assicurarti un futuro tranquillo e all’altezza dei tuoi standard di vita, devi saper indirizzare bene i tuoi risparmi.

 

Come consulente la mia missione è metterti a disposizione gli strumenti assicurativi e finanziari più adatti al caso, e farlo nella maniera più trasparente e affidabile.

 

Pensa che puoi avere una pensione privata, non tassata, per sempre impignorabile e insequestrabile e completamente reversibile sui tuoi beneficiari prescelti.

 

Puoi costruirti così un solido bastone per la vecchiaia, cioè una rendita integrativa di scorta, capace di colmare le carenze del sistema previdenziale pubblico.

 

Nella consulenza andiamo a vedere di preciso quanto potrai ricevere dall’INPS e quanto devi versare per avere, ad esempio, mille euro in più.

 

Un ultimo consiglio:

 

Più aspetti a iniziare a risparmiare per il futuro, meno opzioni avrai nello scegliere come spendere gli anni della pensione. Peggio ancora, col passare del tempo diventa sempre più difficile accumulare il patrimonio necessario Ti invito quindi a correre ai ripari.

 

E puoi farlo subito fissando una Consulenza del tutto Gratuita grazie alla quale potrai capire esattamente qual è la tua situazione ed essere seguito da un gruppo di assicuratori, noi della Golino Consulting, che si occupa solamente della protezione di imprenditori e professionisti. Per questo motivo siamo i più preparati a livelli nazionale.

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Vincenzo Golino

 

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